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apriamo la scatola
Quando mi è stato prospettato di partecipare al concorso ho cominciato a documentarmi su cosa fossero realmente questi Centri Commerciali Naturali. La riflessione più interessante che ne è scaturita è stata la contrapposizione al Centro Commerciale “artificiale”, ambita meta dei weekend quando non si ha alternativa allo scarrozzamento familiare.
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© copyright 2011 - Marco Vacca

schizzi preparatori

Il grande centro commerciale tradizionale è una scatola chiusa, piena di negozi in un’atmosfera artificiale ricostruita
Il Centro Commerciale Naturale esiste di già, contestualizzato in un nucleo urbano. Ha solo bisogno di essere delineato e identificato.
L’idea di fondo mira a contrapporre e sovvertire il concetto del “Centro Commerciale Artificiale”, concepito per riprodurre un’aggregazione di esercizi commerciali al chiuso, ribaltandolo, invertendolo e creando così un NON-CONTENITORE che fa da contrappunto all’idea classica di shopping e della fruizione di eventi collaterali.
La scatola prende forma aprendosi e mostrando l’interno che magicamente diventa esterno. Le facce interessanti, quindi, non sono più quelle esterne della scatola, il veicolo con cui l’arte del packaging cattura l’attenzione del consumatore, ma diventano paradossalmente quelle interne, che si trasformano in facciate note, che creano un nucleo storico familiare.
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